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lunedì 9 luglio 2012

Esperienza postmoderna…

Se per un problema tecnico di connessione alla rete chiami il tuo gestore di telefonia puoi accorgerti quanto realmente (realmente?) possa esistere un mondo virtuale.
Ho fatto un contratto di telefonia per l'adsl non so con chi (conosco il nome della compagnia ma non ho mai visto né sede né dipendenti), firmandolo soltanto io. Un contratto prevede almeno due parti, e in quello che ho firmato io sono una di queste, ma l'altra parte esiste perché io credo che esista e perché alcune prove materiali, tra cui la pubblicità, solo indirettamente me lo dimostrano.

Comunque sia, si dà corso al contratto e qualcuno, o qualcosa, insomma un'entità non meglio definita mi consente di connettermi alla rete. Poi qualcosa non funziona. Un problema tecnico, mi dice al telefono Valerio che corrisponde solo a una voce e alla chiamata identificata col codice vu73pq9, un problema per il quale mi chiede di pazientare per pochi giorni. Quattro. Sembrano molto esatti, nelle spiegazioni, e questa esattezza mi fa sentire soddisfatto e in buone mani.

Poi i quattro giorni diventano cinque dieci, e io parlo prima con Antonello/uv56ol8 e poi con Sandra/tv29ud6 e tutti mi dicono che solleciteranno l'intervento. Ma quando i giorni diventano quindici venti, dopo aver parlato con Carla/ju43ow8 che mi ripete le stesse cose di… allora perdo proprio la pazienza con Paolo/vl57ks3, al quale chiedo di sapere con maggiore esattezza a chi solleciteranno l'intervento. Ai tecnici, risponde senza esitare, ma se provo a chiedere di parlare io direttamente con i tecnici mi dice che non è possibile, che la procedura non lo prevede, che loro possono solo inoltrare il sollecito e nient'altro. Ma siccome il mio lavoro è bloccato e sono disperato chiedo di parlare con un superiore, con un ufficio, con un responsabile, insomma non solo con un nome e un numero (è possibile, a questo punto, che con la chiamata denominata "Paolo" io stia parlando con l'operatore vl57ks3).
Non c'è verso, però, di arrivare a niente e a nessuno. Faccio presente allora che è una posizione sbilanciata, che voi/loro (non so più quale pronome usare… ma serve davvero un pronome?) conoscono tutto di me, a chi scrivo, cosa scrivo, quali pagine apro, in quali istanti della giornata, le mie abitudini, i miei consumi, le mie letture, le mie idee, e io non so nemmeno se esista un responsabile tecnico. Ma l'avatar mi ripete, con tono distaccato, che non può fare di più. In quello stesso istante capisco realmente cosa c'è di virtuale nella rete. Quando chiudo il telefono mi sembra/credo/ho l'impressione di non aver mai parlato con nessuno. Non mi resta che attendere. Non ho che da arrendermi. A chi o a cosa non ha importanza. Qualcuno prima o poi riparerà il guasto. Qualcuno o qualcosa.
Don DeLillo

Mi sembra una fortuna non avere l'adsl a casa, perché capisco che questa mancanza, almeno lì, non metterà a rischio quella parte di mondo nella quale c'è ancora spazio per qualche residua parvenza di certezza.
Solo che a casa mi accorgo che non funziona il climatizzatore (apparecchio che mi fa credere che la giornata sia fresca quando in realtà fa un caldo insopportabile). Chiamo al telefono il tecnico che lo ha installato, ma parte la segreteria telefonica. Che sia lo stesso dell'adsl? Che ci sia una congiura di tecnici alle mie spalle? La voce cortese al telefono mi comunica che il telefono potrebbe essere… ma io parlo lo stesso, al telefono, pregando il tecnico di rispondere, lo prego come farei con Dio, non di riparare il guasto, a questo punto, ma solo di venire in soccorso della mia salute mentale. Alla fine risponde. Sembra un miracolo.

La sera, a letto, riapro "Rumore Bianco", e passo qualche ora in compagnia di Don DeLillo. Dopo una giornata così, nonostante la lettura (o grazie alla lettura) la serata sembra molto… reale.

(è tutto accaduto, tranne la storia del climatizzatore, inserita giusto per non dare una versione troppo… realistica)

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