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domenica 26 agosto 2012

Una città invisibile...



Per raggiungere Abir, città della cui bellezza si narra o si legge, bisogna rispettare due condizioni. Vanno rispettate entrambe, l’una non esclude l’altra, e riguardano lo spazio e il tempo.

Cosicché, sottostando alla prima condizione, Abir la puoi raggiungere solo dal mare, da qualsiasi mare. Se tentassi di farlo via terra, con qualsiasi mezzo tu viaggiassi, o anche a piedi, non la raggiungeresti mai. A nulla servirebbero le indicazioni lungo le strade, o agli incroci; e nessuna mappa, per quanto dettagliata, ti sarebbe d'aiuto. Continuando a girare a vuoto ti convinceresti che la città non esiste o che sia impossibile da raggiungere, costruita in un misterioso angolo al termine del più intricato labirinto di strade.

Per la seconda condizione non c’è possibilità di scelta: puoi arrivare ad Abir solo dopo l’imbrunire. Non dipende da te quando raggiungerla, perché se partissi da un punto ad un’ora dall’imbrunire, esattamente dopo poco più di un’ora avvisteresti le prime luci. Ma se partissi dallo stesso punto di mattina navigheresti ore, fino a sera prima di vederla.

Solo così, quindi, arriverà un giorno che dal mare – solo dal mare –, e di sera – solo di sera –, avvisterai la città di Abir. Da lontano riconoscerai le luci del lungomare e quelle della città intera che si riflettono sull’acqua, distendendosi, tremolando, fino a sfiorare la tua imbarcazione. Ma continuando a remare sulla scia di quelle luci non avresti alcuna speranza di raggiungerla. E così procederà il tuo interminabile viaggio, per tutta la notte, al termine della quale, riaffacciandosi la luce del giorno, si dissolveranno invece quelle della città, e la città stessa.

Penseresti a un inganno, o a un miraggio notturno, non sapendo, però, che navigando su quelle scie di luci ad Abir eri già arrivato. Se solo lo avessi saputo, e creduto, e ti fossi fermato anche per un solo istante su quelle scie, allora avresti visto palazzi strade e piazze venir fuori dal nulla.

Ma questo il viaggiatore non può saperlo all’inizio del suo viaggio. E per lui non ci sarà una seconda possibilità di vedere Abir.

* * *

[Una città invisibile che ho immaginato, un omaggio – irriguardoso e pretenzioso, forse – a Italo Calvino, o alla mia città, o a un'idea di bellezza che coltivo ormai da tempo. La foto l'ho scattata nel luglio del 2012. Il lungomare è quello di Bari.]